Persona a braccia aperte in un campo di fiori gialli sotto il cielo azzurro

L'autostima in psicologia è un costrutto complesso e molto studiato, possiamo sintetizzarla come l'insieme di giudizi valutativi che noi facciamo di noi stessi.

L'autostima si forma soprattutto in base alle esperienze che facciamo e ai giudizi che riceviamo, per esempio pensiamo a un bambino che va a scuola, che fa sport e che riceve dei giudizi positivi sia in questi contesti che nella sua famiglia di origine: in questo caso possiamo dire che avrà un'autostima positiva. Al contrario, se una persona riceve dei feedback negativi da esperienze personali, scolastiche, lavorative e sportive, si profila un'autostima meno strutturata.

Nel linguaggio comune si tende a utilizzare autostima e autoefficacia come sinonimi, tuttavia la seconda è da intendersi come la fiducia nelle nostre capacità di affrontare una situazione o un compito: riguarda quindi il "saper fare".

Quando l'autostima diventa un tema in terapia

A volte i pazienti vengono in terapia affermando che una delle cause della loro sofferenza e del loro malessere è proprio un'autostima bassa, riconoscendosi in:

  • Tendenza all'autocritica e all'iper-critica verso se stessi
  • Difficoltà nell'affermare i propri bisogni e a dire di no
  • Paura del giudizio degli altri
  • Tendenza a svalutarsi e a non riconoscere i propri successi
  • Sensazione di non essere all'altezza nelle relazioni o nel lavoro
  • Confusione tra autostima e autoefficacia ("non valgo" vs "non sono capace")
  • Ripetizione di schemi di vita in cui ci si mette in posizione di inferiorità

Il lavoro terapeutico sull'autostima

Con la terapia si può lavorare al fine di individuare quali sono quegli elementi, episodi e ricordi che hanno contribuito a formare una bassa autostima e a differenziare ciò che è del paziente e ciò che invece non era sotto la sua responsabilità.

Si lavora anche per modificare alcuni schemi mentali di iper-critica verso se stessi e da dove nascono, al fine di raggiungere un rapporto più armonioso con se stessi.

Nel mio approccio sistemico-relazionale l'autostima viene letta in relazione al contesto, quindi alle figure significative che hanno contribuito a definirla, ai messaggi familiari e alle esperienze sociali. Riconoscere l'origine di certi giudizi su di sé permette di non sentirli più come verità assolute, ma come costruzioni che possono essere riviste.

Domande frequenti sull'autostima

L'autostima risponde alla domanda “Quanto valgo?” ed è l'insieme dei giudizi che esprimiamo su noi stessi, mentre l'autoefficacia è la fiducia che riponiamo in noi stessi sul come sappiamo affrontare una situazione o un compito.

Sì, l'autostima si forma sui giudizi ricevuti nelle situazioni comuni di vita, soprattutto dalla famiglia d'origine. Identificare gli schemi che l'hanno definita aiuta a non sentire certi giudizi come verità assolute.

Si identificano gli episodi e i ricordi che hanno contribuito a strutturare una bassa autostima distinguendo ciò che è propria responsabilità da ciò che era fuori dal proprio controllo. Contattami per fissare un colloquio in presenza nel mio studio a Saronno oppure online con Google Meet.

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